Uno degli aspetti più frequentemente osservati nei percorsi di perdita di peso è la significativa risposta iniziale dell’organismo. Nelle prime settimane, a seguito dell’adozione di un regime alimentare controllato e strutturato, è frequente assistere a una riduzione marcata della massa grassa, visibile anche sul piano estetico e ponderale.
È una fase in cui il corpo risponde rapidamente agli stimoli: una dieta ipocalorica ben bilanciata, associata a una moderata attività fisica e a una maggiore consapevolezza alimentare, genera un miglioramento percepibile in tempi relativamente brevi. Tuttavia, è in questa fase che insorge la domanda più comune tra i pazienti:
“Dottore, questo risultato iniziale può continuare anche nei mesi successivi?”
La risposta, per quanto possa sembrare controintuitiva, non dipende unicamente dal corpo, bensì da un altro fattore determinante: la capacità di mantenere viva la motivazione e la costanza nel tempo.La fisiologia iniziale del dimagrimento: perché il corpo risponde subito
Nel breve termine, la perdita di peso è favorita da alcuni meccanismi fisiologici:
Riduzione dei depositi di glicogeno: associata a una perdita di acqua, che può determinare un calo ponderale anche significativo nelle prime due settimane.
Aumento della sensibilità insulinica: che favorisce un miglior utilizzo dei nutrienti.
Mobilitazione lipidica accelerata: tipica delle prime fasi di un deficit energetico.
Tuttavia, questa reazione iniziale non si mantiene indefinitamente con la stessa intensità. Il corpo, nella sua naturale tendenza all’omeostasi, tenderà a rallentare progressivamente il ritmo di perdita adiposa per adattarsi alle nuove condizioni energetiche.Adattamento metabolico: il rallentamento non è un ostacolo, ma una fase prevista
Dopo le prime settimane, possono entrare in gioco una serie di fenomeni che modificano la risposta del corpo:
Diminuzione del metabolismo basale: dovuta alla riduzione della massa magra e all’effetto conservativo dell’organismo.
Regolazione ormonale: con possibili variazioni di leptina, grelina, insulina e cortisolo, che influenzano fame, sazietà e utilizzo dei substrati energetici.
Effetto plateau: un rallentamento fisiologico della curva di dimagrimento che, se non adeguatamente compreso, può generare frustrazione.
Tutti questi elementi, pur rappresentando variabili reali e misurabili, non sono insormontabili. È in questa fase che emerge ciò che realmente determina il successo: la determinazione, la disciplina, e la perseveranza nel mantenere il comportamento corretto nel tempo.Costanza: il vero elemento trasformativo
Il raggiungimento e soprattutto il mantenimento di una riduzione significativa della massa grassa non sono il frutto di un intervento rapido, ma di una visione a lungo termine. Non si tratta solo di aderire a un piano alimentare: si tratta di ridefinire le proprie abitudini e mantenere una struttura coerente anche in assenza di gratificazioni immediate.
È normale che l’entusiasmo iniziale possa affievolirsi con il tempo. Tuttavia, è proprio in quei momenti che emerge la differenza tra chi riesce a trasformare il proprio stile di vita e chi invece si ferma a metà del percorso. Il corpo segue, ma solo se la mente guida con chiarezza e coerenza.Conclusione
I primi risultati nel dimagrimento sono incoraggianti, ma non rappresentano l’obiettivo finale: sono solo l’inizio di un processo più profondo, più stabile e più duraturo. Il vero cambiamento si consolida nel tempo, attraverso la ripetizione costante di azioni corrette e sostenibili.
La perdita di peso efficace non è mai solo una questione numerica, ma un cambiamento globale che coinvolge biologia, psicologia e stile di vita.
E ciò che lo rende possibile non è solo il piano, ma la costanza nell'applicarlo.
Dr. Federico Bella
